Le vicende narrate ne "Le veglie di Neri", prima raccolta di novelle di Renato Fucini, traggono la loro origine dall'esperienza venatoria dell'autore.
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È nel corso delle sue battute di caccia - «di un cacciatore che va cogliendo con le starne di palude anche le storie degli uomini che quei luoghi abitano» - che lo scrittore incontra i propri personaggi, che poi tratteggia con la vivezza della pittura dei macchiaioli a lui contemporanei. Come nota Giovanni Tesio nella prefazione, i racconti di Fucini sono «bozzetti che accarezzano una fisionomia, una storia, e che anche quando toccano la tragedia (perché la tragedia c'è), finiscono per avvolgerla in un'aura sospensiva, allusiva, sempre sentimentale».