Scritti da Jane Austen tra i dodici e i diciotto anni, questi racconti giovanili comprendono una produzione eterogenea per genere e lunghezza. Frammenti di racconti, romanzi brevi, brani teatrali, versi, tutti rilucenti della vivace fantasia di un’autrice precoce che gioca con le proprie letture e, ben lungi dall’emularle, le interpreta ironicamente.
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Le eroine languide e i principi azzurri, gli scambi nella culla e le parentele ritrovate di cui la biblioteca paterna abbondava diventano lo spunto per metterne in luce i lati ridicoli ed esagerati, con un gusto per la parodia che avrebbe contraddistinto Jane Austen nelle opere della maturità. Una raccolta preziosa e ricca di suggestioni e personaggi da cui l’autrice avrebbe attinto in seguito e trasformato nei suoi indimenticabili romanzi.