Chiara, che ama farsi chiamare Chiaretta, si definisce una “guerriera invisibile”. La sua vita è segnata dall’epilessia, da malattie che non si vedono ma che pesano ogni giorno, da solitudini e cadute improvvise. Eppure, pagina dopo pagina, la sua voce dimostra che si può trasformare la fragilità in forza, il dolore in ironia, la diversità in una forma di coraggio.
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Tra ricordi d’infanzia, passioni calcistiche sfrenate per l’Inter, amicizie sincere e delusioni brucianti, l’autrice racconta la propria esistenza con disarmante sincerità. Non c’è retorica, non c’è autocommiserazione: c’è il desiderio di condividere una storia vera, fatta di ospedali e sogni, di sorrisi e crisi, di crolli e rinascite. Sorrido a me stessa è il diario di una donna che, nonostante le cadute, continua ad alzarsi e a ridere di sé. Un invito a guardare la vita con occhi diversi, a scoprire la bellezza nell’imperfezione e a credere che, anche nei momenti più bui, il sorriso resti la forma più luminosa di resistenza.